Gruppo Feste di Montalbano
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LA GASTRONOMIA
La variegata cucina della zona si basa su prodotti locali e mescola in una gustosa sintesi gastronomica i sapori delle tradizioni bolognese e modenese. Qui vanno per la maggiore le paste fresche: tortellini, tortelloni, lasagne e tagliatelle, realizzate con sfoglia all’uovo “tirata a mano” e arricchite da saporiti ripieni e condimenti a base di erbe, carni, funghi e tartufi.
Di grande tradizione anche la lavorazione delle carni suine, da cui si ottengono salami, coppe, pancette, ciccioli e prosciutti di Modena Dop. Così come è diffusa quella dei formaggi, da quelli a pasta tenera ai pecorini stagionati, fino al prelibato e famoso Parmigiano Reggiano Dop.
Fra le pietanze si segnalano le carni alla brace o in umido, le “cacciatore” di selvaggina, gli arrosti e i gustosi bolliti.
La gastronomia della tradizione offre poi specialità un tempo considerate piatti poveri e oggi invece ricercate dai buongustai: crescentine cotte nelle tigelle, crescentine fritte (o gnocco fritto), borlenghi. Le crescentine erano l’antico pane montanaro e sono ottime gustate con gli umidi o farcite con formaggi e salumi. Apprezzati e unici sono i borlenghi (o zampanelle, o burlenghi, a seconda della località), ottenuti da un impasto fluido di farina, acqua, sale e cotti in una padella di rame,il “sole”, da cui si ottiene una sottile sfoglia croccante ripiegata su se stessa e ripiena di un condimento fatto con lardo e parmigiano.
Fra le produzioni tipiche non sono da dimenticare le castagne. Con la farina si ottengono preparazioni dolci e nutrienti: polenta, frittelle, castagnacci e mistocche..

Sapori unici, tutti da scoprire nei gustosi e invitanti menu dei numerosi ristoranti, trattorie e agriturismi della zona.

Tortellini a montalbano Prosciutto di campioni

La Castagna
I tanti castagneti che interessano aree fino a 700-800 metri hanno costituito per molti secoli una delle maggiori risorse alimentari del nostro Appennino. Ancora oggi i frutti ottenuti sono prodotti qualificati che provengono da coltivazioni così dette "naturali", in cui non vengono utilizzati pesticidi e concimi chimici. Oltre al consumo fresco, le castagne vengono trasformate ancora oggi in farina attraverso l'essiccazione in tradizionali, ma anche in moderni e razionali metati. Sbucciate con l'apposita macchina per "trebbiare le castagne", vengono infine macinate nei mulini ad acqua. La farina ottenuta, molto nutriente ed energetica, viene utilizzata principalmente in cucina per la realizzazione di minestre, pane e dolci e in particolare gli ormai noti e delicati "CiacciI" conditi con la ricotta. Queste specialità si possono gustare in occasione della tradizionale Sagra della Castagna che si svolge a Zocca le ultime tre domeniche del mese di Ottobre. Per saperne di più sul castagno vi consigliamo di visitare il Centro di Documentazione Museo del Castagno di San Giacomo di Zocca.

caldarroste

Il Borlengo
Il Borlengo è un piatto tipico le cui origini si perdono nella storia e nelle tradizioni di una zona piuttosto ristretta dell' Appennino modenese. Semplice nella ricetta fatta di pochi essenziali elementi, ma elaborato e spettacolare nella preparazione. Si definisce col nome "Borlengo" quel cibo preparato cuocendo una pasta liquida, chiamata "colla", in un recipiente di rame stagnato, chiamato "sole" o "rola", condito con un composto chiamato concia ("cùnza") e Parmigiano Reggiano grattugiato e consumato appena pronto piegandolo in quattro. La " colla" è preparata con un impasto liquido di farina, acqua e sale, con la possibilità di aggiunta di uova ( da 1 a 5 ogni chilogrammo di farina). La "concia" è un impasto scaldato di pancetta o lardo macinati aggiunto di aglio e rosmarino pestati. Il "sole" è una padella di rame stagnato con o senza manico, forgiata a mano, del diametro di 40-50 centimetri. " All' inizio della cottura il sole deve essere scaldato e unto con una cotica di grasso di maiale. Si versa poi nel "sole" la colla in modo che si espanda in maniera uniforme sul fondo del recipiente. Dopo qualche minuto, al momento in cui si solleva dal fondo del recipiente di cottura, il Borlengo deve essere capovolto e tenuto per alcuni secondi ancora nel "sole" per essere condito con la "cùnza", distribuita per mezzo di uno "scopino" di saggina o fatta "cuccolare" con una forchetta, e cosparso di una manciata di Parmigiano Reggiano grattugiato. Il tempo di cottura deve essere intorno ai 5-7 minuti" ( tratto dal Disciplinare di produzione). E' a disposizione, presso Promappennino di Zocca (tel. 059.986524)  una pubblicazione che ne specifica le origini, la tipicità e i locali in cui è possibile gustarlo, attraverso una lettura turistica del territorio nel quale il Borlengo si colloca.

Borlengo o zampanella

La Crescentina
La Crescentina (antico nome ormai diffusamente soppiantato da "tigella") è l'antico pane montanaro, ottenuto da un impasto di farina, acqua e sale (in aggiunta si usa anche il latte, il lievito e le uova) e preparato in dischetti che un tempo erano cotti in forme tonde di terra refrattaria (le "vere" tigelle). Le Crescentine sono condite, dopo essere state tagliate a metà, da un pesto di lardo, aglio e rosmarino ricoperto di Parmigiano Reggiano grattugiato. Si possono anche imbottire con gli ottimi salumi locali ed usare al posto del pane con la "cacciatora" e gli umidi, in particolare di funghi. Si possono gustare in molti locali della zona.

crescentine nelle tigelle
castagne
fungo